Mar 29 2009

Gli strafalcioni … poveri noi! (la voce di Peter Pann)

Mi è accaduto, occasionalmente, di leggere il messaggio di un grande (grande perché è un omone) personaggio della vostra vita pseudo-politica (ricordo che “politica” ha come radice polis = città e che, dunque, chi esercita la politica dovrebbe fare gli interessi dei cittadini). Questo messaggio scritto con una tremolante grafia, parlava di un atterragio (con una “g”, forse perché il comandante dell’aereo tentava di atterrare con estrema dolcezza?). Sempre sullo stesso biglietto il vostro bel tomo parlava di un colleggio (questa volta con due “g”  forse perché si trattava di un molto importante Istituto e quindi meritevole di almeno due, tre “g”) nei pressi di Lucerna dove avrebbe iscritto la figlia.

Qualche giorno dopo ho incontrato un buffo pittore (nel senso di imbianca muri) che aveva preso una decisione  che gli “avrebbe sicuramente giovato, in questo momento di crisi” la decisione di entrare in politica. Giusto! Che c’è di meglio per un imbianchino se non quello di darsi alla politica?!. Così il nostro Totò (questo è il nome del sagace decoratore di nobili pareti) ha comunicato la sua intenzione al segretario provinciale. Sapete che c’era scritto? … “considerando che avrei l’intensione (bisogna esprimersi con dolcezza!!) di segnarmi a XW , chiedo di farmi segnare nella lista degli elenchi essendo che sono oltre 20 anni che ho votato per voi” … Sarà sicuramente accettato, vedrete … e, magari, tra qualche anno, ve lo ritroverete assessore alla cultura! Allora? Che fare? Continuare a chinare il capo ed accettare senza fiatare che questo scempio che affligge da qualche anno la nostra società continui a dilagare oltraggiando ed offendendo le persone per bene? Si!, proprio così … non c’è niente da fare … peraltro, negli anni ’80 fu pubblicato un libricino oltremodo predittivo: “Il trionfo degli imbecilli” nel quale si paventava che la società dell’epoca si stesse avviando verso un fatale decadentismo nel quale trovava sempre più spazio la prevalenza arrogante della rozzezza e della ignoranza. E’ successo proprio quello che si temeva: la lotta alla cultura e l’esilio di uomini benpensanti e capaci, allontanati con acredine dalla cosa pubblica e messi a tacere nella tema che potessero esprimere idee contrastanti a quelle piccole cose che cervelli di poco conto si sforzavano di produrre.

E’ sempre stato un mistero mai chiarito: come mai il commercialista, l’avvocato, l’ingegnere, il medico e tutti gli altri professionisti per esercitare la loro professione siano obbligati a sottoporsi a duri tirocini e a severi esami che valutino la capacità di esercitare la professione al contrario, il politico non ha bisogno di laurea, di tirocini, di esami di abilitazione … forse che per il solo fatto di essere aspirante politicante è unto dal dio della sapienza e della scienza?

Se è così, ritiro tutte le mie osservazioni sugli errori grammaticali e sintattici di cui sopra e su ogni strafalcione che ci capita di sentire quando uno di questi parla. Scusate tutti, sono io che sbaglio… loro, i grandi … sono i privilegiati … e, dunque, ve li meritate.


Mar 6 2009

8 marzo: auguri a tutte le donne da parte di Peter Pan

Viva tutte le donne! proprio così, cari amici, auguri alle donne, è la loro festa e a loro tanti onori e tanti riguardi per i loro febbrili impegni, i loro sacrifici, le loro rinunce.

È la loro festa ed è giusto, quasi doveroso, festeggiarle come meritano.

È passato tanto tempo, più di un secolo da quando, l’8 marzo del 1908 le 129 operaie dell’azienda tessile “Cotton” di mister Johnson, a New York, scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Il proprietario, adirato per quella insensata iniziativa, rinchiuse nello stabilimento le donne ed appiccò il fuoco al capannone. Le poverette morirono tutte, arse dalle fiamme.

Da quel giorno, tanto tempo è trascorso e tanti progressi si sono fatti così che oggi, finalmente, le donne hanno raggiunto quel ruolo meritatissimo tanto a lungo agognato e per il quale alcune di loro hanno, eroicamente, dato la vita.

Ma loro, le poverette, continuano ad annaspare per questa meta raggiunta con tanta difficoltà poiché a quel compito naturale e fondamentale di mamma, insostituibile protagonista del più gioioso evento nella vita di una persona, la nascita di un bimbo, devono aggiungere quello altrettanto impegnativo del lavoro, molto spesso usurante e stressante, ed anche quello, non certo semplice, della moglie affettuosa e premurosa. Mi sembra proprio troppo per una sola persona.

Penso a quelle poverine che sono impegnate nella gestione della cosa pubblica, in questo vostro bel paese non sono certo molte ma per quelle poche che sono  chiamate a tanta responsabilità ed a così grande carico, la vita è veramente difficile. Pensate ad una donna ministro o sindaco o governatore che  alla mattina vorrebbe accompagnare a scuola i bambini  e preparare la cena e aiutare il figlioletto a ripassare la tabellina del nove, come fa la povera donna?  E, poi, a chi la figlia, adolescente, rivolgerà i suoi tanti perché? Con chi si confiderà, a chi racconterà i primi amori e i sogni e le illusioni? C’è sempre il papà, è vero! quando c’è! È giusto, allora, che quella donna, costretta a correre di qua e di là, da una riunione ad un congresso, da un meeting ad un comizio, debba rinunciare a parlare con i suoi figli? E, perfino ad amare il suo uomo?

Ora, provate a mettervi tutti dalla parte di questi bambini che a prima mattina vengono impacchettati e sbatacchiati frettolosamente in piccoli lager dove non esistono sentimenti né calori parentali ma soltanto giochi più o meno insulsi che accompagnano la crescita di questi orfanelli del progresso i quali assistono, ogni giorno, increduli e rassegnati, a precipitose fughe dei genitori: uno corre da una parte, l’altra si precipita dall’altra.

E a pomeriggio inoltrato i figli imboniti dalla TV, i genitori  che continuano la loro precipitosa fuga di qua e   di là,  si incontrano, forse, alla sera, felici e soddisfatti della loro bella giornata.

Che ne sarà di loro?

Comunque un affettuoso augurio a tutte le donne, che sono e rimangono, pur sempre, il fulcro della famiglia (quale?)

Peter Pan

 


Feb 17 2009

La voce di Peter Pan (in attesa del festival …)

Ed eccovi giunti, anche quest’anno, alla grande kermesse, all’evento mediatico che, a torto o a ragione, coinvolge molti milioni di voi. La  lunga, lunghissima, estenuante tenzone canora che immancabilmente, come ogni anno, sfodera  urla, frastuoni e lamentazioni che molto poco hanno di melodiose armonie e che tuttavia, mobilita molteplici interessi, fior di soldini e, naturalmente, intrighi ed agguati a dismisura. Insomma, tutto come di norma!. Ricchi imprenditori, cantanti ormai in declino, giovani di belle speranze e di grandi illusioni, traffichini e trafficanti, fanno da squallido e miserevole sfondo all’accadimento.

Sembra quasi impossibile che in pochi giorni, soltanto quattro, si brucino milioni e milioni di euro, sembra addirittura immorale che in un tristissimo momento storico che state tutti attraversando (io, grazie a Dio, sono molto lontano, sulla mia isola-che-non-c’è), ci sia qualcuno che in una settimana riesca a guadagnare quanto mille operai guadagnano, soffrendo e rischiando a volte la vita, in un intero mese. Sembra impossibile che in questo momento di crisi che tutto questo strampalato mondo sta attraversando, si gettino in fumo migliaia di euro per addobbi floreali, luminarie, e stupidaggini varie di nessuna utilità se non quella di arricchire commercianti avidi e furbastri profittatori. Vestiti elegantissimi, gioielli preziosi, costose pellicce vengono esibiti con studiata noncuranza. Fastosi ricevimenti si susseguono in eleganti saloni di alberghi lussuosi tra luccichii accecanti e leziose sviolinate. Sembra veramente impossibile che un semplice concorso canoro, uno spettacolo, certamente mediocre sotto il profilo culturale e, se volete, anche sotto quello educativo e, perché no, sociale, possa e debba prevedere indecorosi sprechi   ed ingiustificati ed oltraggiosi insulti alla etica comune.

Non si ha alcun rispetto per quei mille operai che, sempre sotto la spada di Damocle della cassa integrazione, si rimboccano le maniche in un lavoro a volte destruente ed usurante, spesso periglioso combattendo con fierezza per la propria sopravvivenza. Non si ha alcun rispetto per le centinaia di giovani che sono costretti a tutto perfino a gesti inconsulti ed inconsueti pur di accaparrarsi un qualunque lavoro, subendo angherie e soprusi che ricordano medioevali consuetudini degne dei più retrivi comportamenti feudali. Nessun rispetto per i pensionati che si aggirano melanconici ai margini dei mercatini rionali alla ricerca di pietosi ed improbabili scarti.

Tutti questi è come non esistessero, anzi non bisogna assolutamente pensare a quei poveri disgraziati perché la festa è festa e non può essere rovinata da miseri pezzenti che a stento riescono a sbarcare il lunario. Il popolo dei lustrini, degli affaristi, dei marchettari, delle puttane e degli avventurieri non vuole impicci … e già assapora il businnes, l’affare ad ogni costo, il successo per forza… tutto il resto? che importa!  Vedrete … lì davanti a tutti, in prima fila ci sarà anche lui! Se avrà fatto i n tempo a lustrarsi ed a tingersi i capelli.

Peter Pan

    


Feb 10 2009

La voce di Peter Pan

Svolazzavo su queste vostre città (anche perché è molto difficile camminare a causa di enormi buche che si aprono di continuo simili a piccole voragini e che di rado vengono riparate)  e mi son dovuto fermare per riposare ma, soprattutto, per tentare di mettere in ordine le idee, poiché dappertutto c’è una grande confusione.

Dovunque sento parlare di una povera donna che, ormai senza più coscienza, dopo essere stata sballottata da una parte all’altra , é arrivata al colpo finale. Intorno alla poveretta uno stuolo di ignobili avvoltoi rotea morbosamente e si appresta a divorarne le spoglie. Il vostro capo, quello con la cravatta a pallini, continua a parlare a vanvera e, addirittura, mostrando un’ incuranza sbalorditiva, sostiene che la poveretta sia stata assassinata ignobilmente dai divoratori di donne e bambini. In realtà la poveretta è e continua ad essere, strumento di ignobili e viscide speculazioni politico-religiose che nulla hanno della nobile politica e della pietosa religione. Ora, invece, é giusto tacere e smetterla, una buona volta di oltraggiarla ed offenderla senza alcun rispetto, senza alcun ritegno. Le hanno tolto anche la dignità oltre che la libertà di morire in pace. Perfino un vecchietto vestito di bianco con la voce di fuori e gli occhi cerulei, l’ha presa in ostaggio per vincere una ingloriosa battaglia, poveretta!

Mentre commosso per questa vicenda dove la barbarie riesce a prevalere sulla pietà, mi colpiscono voci insistenti che circolano tra gli avventori del bar dello sport … dicono che un grande e potente uomo, uno dei governatori dell’intera regione sia stato scoperto a rubare … Possibile? Uno di quei cittadini per bene che ha raccolto stima, ammirazione, invidia e, comunque, consensi da parte di tanto popolo … possibile sia un volgare traditore? Un comune mentitore? Un incallito truffatore? Ma, si sa, al caffé si fanno pettegolezzi, si da corpo alle immaginazioni … vedrete, sono tutte calunnie, tutte malevole, fantasiose bugie … il vostro uomo ( vostro … poiché, per quanto mi riguarda … domine, non sum dignus e, dunque, tenetevelo tutto per voi) continuerà a governare spavaldo e sorridente perché nulla di tutto quel che i maligni sussurrano è vero e il buon don A…… è uomo d’onore, si proprio come Bruto e Cassio di shaekespeariana memoria 

Quei maligni del bar parlano anche di un sindaco corrotto … uno di quelli che sotto un apparente perbenismo ne combina di cotte e di crude coltivandosi il suo bell’orto che ora, in verità, e diventato un verdeggiante e lussureggiante parco … ma che cosa mai pensate? Ci sono voluti anni di cure, di concimazioni, di potature magistrali solo così, poco per volta quasi senza dare nell’occhio, l’orticello dove prima si coltivavano patate e carote è diventato un immenso bel giardino ricco di cespugli fioriti e di imponenti e rigogliosi alberi esotici. Tutto normale è il logico risultato di sacrifici … (degli altri ?!) e di dedizione (a se stessi). Quei maligni del bar continuano a ridacchiare … pure loro sembrano brave persone … e se avessero ragione?

Peter Pan