Gen 5 2009

La voce di Peter Pan

Ora tutti parlano di giustizia … vogliono riformare la giustizia, il modo di indagare, il modo di investigare e perfino il modo di applicarla, questa benedetta giustizia.

Una cosa prima di tutto vogliono ottenere: fare giustizia ma salvaguardarsi poiché hanno tanto da fare e sono oberati da tante responsabilità che non possono perdere il loro preziosissimo tempo dietro a poliziotti ottusi e magistrati arroganti.

Accanto a questi “riformatori” della giustizia un manipolo di soloni  sono intorno ad un tavolo a scartabellare carte ed a decidere di giustizia e di quale giustizia applicare se quella giusta o quella, invece, più comoda e conveniente per non averne danno, tutti quelli imparruccati quale ruolo effettivo hanno?

Tutti se lo chiedono ma soprattutto se lo chiedono gli uomini giusti e liberi quelli che, da sempre, sono stati vittime della ingiustizia propinata da giudici gretti ed opportunisti che chiusi rigidamente in mentalità retrive colpivano  coloro che ostacolavano e criticavano l’operato della casa del potere.
La Storia conserva, nei suoi profondi meandri, memoria di innumerevoli processi celebri rivolti proprio ad eliminare, con il pretesto di fare giustizia, quegli uomini giusti in verità, molto fastidiosi.

Ricordiamone alcuni di questi processi - farsa: da quello nei confronti di Socrate a quello contro Cristo, dal rogo di Giovanna d’Arco a quello di Giordano Bruno; sono stati portati alla sbarra  personaggi che hanno lasciato una traccia indelebile nella memoria individuale e collettiva, come  Galileo e la sua tormentata abiura .
Bisognerebbe leggere molto attentamente la “Colonna Infame”  del Manzoni; un’opera che aiuta a riflettere sulla violenza e sulla ingiustizia praticata dalle  Istituzioni in nome della Giustizia, quando accade che i processi si carichino di significati molteplici e di obiettivi contraddittori.

L’idea essenziale della civiltà  è quella della terzietà del potere giudiziario, ovvero la convinzione che l’affidarsi a poteri terzi rispetto alle parti, capaci di esprimere giudizi vincolanti e di decretare decisioni operative (le sentenze) costituisca l’unica via per rendere giustizia.

Eppure, anche ai nostri giorni,  questa idea sembra pericolosamente contraddetta dagli eventi, da quei processi, famosi o del tutto sconosciuti, che sembrano produrre gravi ingiustizie in nome della “Giustizia”, che realizzano una ingiustizia sostanziale a dispetto della giustizia formale o viceversa; eventi processuali che pongono problemi, suscitano interrogativi, chiamano a prese di coscienza obbligando alla riflessione su come idee, interessi, fedi politiche o religiose, abbiano portato alla sbarra dei Giusti, una riflessione sulla presenza minacciosa e inquietante del Potere che, in diverse epoche e contesti politici, culturali e sociali,  ha schiacciato chiunque apparisse pericoloso, ribelle, ma anche soltanto uomo libero.

Peter Pan


Dic 29 2008

La voce di Peter Pan

Ma dove mai andranno a spendere i loro soldi i licenziati dell’ Alitalia?  Ma che cosa potranno mai comprare i cassaintegrati della scuola? con quali soldi  i precari, con la spada di Damocle del licenziamento, faranno i regali di Natale?

Si fa presto a dire “bisogna spendere per fare bene alla patria” ma che cosa devono o possono mai spendere tutti quei poveri disgraziati, sicuramente incolpevoli,   sui quali si è abbattuta furiosa la scure della speculazione più selvaggia e, di conseguenza, quella gravissima crisi finanziaria che ha travolto mezzo mondo e solo la povera gente?.

Si solo quella, poiché i gestori della cosa pubblica e dell’economia mondiale, certamente non soffrono poiché sono come l’oste che mai rimane senza vino.
Perché dunque, anziché rompere le scatole ai poveri disoccupati con moniti e proclami, ai precari, ai cassaintegrati, ai pensionati che non sanno come sopravvivere,  non si rimboccano le maniche e cominciano, una volta per tutte, a dare il buon esempio anziché continuare ad arraffare a destra ed a manca?

Se c’è crisi che sia crisi per tutti dunque, dal presidente della repubblica ai vari parlamentari passati e presenti e che si tolgano o almeno si sospendano i privilegi per tutti quelli che da tempo, ormai non siedono più sui sacri scranni e che continuano, impudenti e sfrontati, a godere di onori e franchigie. E tempo di smetterla!!

Se è crisi che sia crisi per tutti anche per quei giovanotti spesso ignoranti e viziati che guadagnano in un giorno quanto un povero operaio guadagna in un anno, prendendo a calci una palla perché, se c’è la crisi, non sia solo per i poveretti ma sia anche per tutti quegli uomini di spettacolo (invero uno spettacolo penoso) che tra lazzi e volgarità riescono a guadagnare come nessuno si aspetterebbe da quattro imbecilli.

Non sarebbe tempo di passarsi la mano sulla coscienza e pensare, una volta tanto, a coloro che, loro malgrado, sono in gravi difficoltà ed hanno bisogno del necessario?

Non sarebbe tempo di smetterla di prendere in giro tutti e lasciare da parte gli interessi personali?

I padri hanno fatto la resistenza e forse, anche ora, tutti dovrebbero tentare di prendere esempio dai padri ed iniziare una nuova resistenza. Una resistenza non certo contro un nemico straniero che invade la patria, non certo con fucile e dinamite, una resistenza di tipo diverso … di consapevolezza e di ribellione, di verità e  di denuncia. Non c’è bisogno di bandiere o di altri generali (quali???) c’è bisogno che quel popolo di beoti che fino ad ora ha applaudito, ipnotizzato e turlupinato, si guardi intorno e ad alta voce dica “Basta!!!” ci avete rotto i coglioni!

Peter Pan


Dic 15 2008

Editoriale

Mentre davo uno sguardo alla stampa locale mi sono imbattuto in un interessante elzeviro che pare sia una rubrica fissa edita dal “Galatino” periodico diffuso nella provincia di Lecce a firma Peter Pan. Mi piace ospitare sul blog le considerazioni e gli sfoghi del ragazzo senza ombra e sarei ancor più contento di raccogliere, sull’argomento, le vostre riflessioni, i vostri commenti, i vostri dissensi che mi preoccuperò di girare a Peter Pan.

P. Grima

La voce di Peter Pan

Ho incontrato giovani studenti, in verità un po’ trasandati e malmessi ma con lo sguardo fiero del condottiero. Agitavano bandiere non più rosso- vermiglie ma sbiadite, loro pure, e alcune a brandelli. Urlavano contro i potenti, tutti quei giovani, impauriti per il loro futuro ma non rassegnati e pronti anche ad essere malmenati dalla gendarmeria. Dopo la lunga marcia si sono riuniti, quelli più disperati, tutti in cerchio, come gli antichi Sioux, a fumare il calumet ed a parlare di speranze e di cessare le rivolte per poter meglio parlare. Ma hanno ricevuto risa e sberleffi e, molti di loro, anche qualche manganellata ed anche offese ed umilianti sputi sui volti ancora imberbi. Non c’è forse speranza di poter imparare e di poter vivere con accanto la scienza e il civile insegnamento dei docenti? Ora che non ci sono più i grandi maestri, ora che imperversano le  mezze calzette ben manovrate da abili e cinici burattinai, ora che più importante del valere è vivere alla giornata grazie ai più fantasiosi espedienti il più delle volte poco leciti, ora che si vuole svuotare dell’anima e dei sogni futuri tutti quei giovani che, con animo muto, sfilano in lunghi e disperati cortei, chi si farà avanti proponendosi disinteressata guida ed onesto Mentore di tutti loro? A chi ricorreranno quando saranno incerti e dubbiosi? Chi sarà il loro grande Maestro?

Certo i potenti non sanno che dietro un microscopio chi studia solerte e appassionato vede il suo grande universo trasformarsi lentamente ma inevitabilmente in realtà.

Certo quelli che possono non sanno che in una polverosa biblioteca, tra gli antichi tomi e le vecchie mappe, qualcuno riesce a trovare il Grande Essere.

Certo chi sbatte il pugno urlando isterico ed infastidito non sa che nel vecchio Liceo è nata la vera civiltà dell’anima.

Tutto questo sembra che abbia poca importanza di fronte ai brogli che fanno crollare le borse e gli interessi di tutti i furbi e furbastri che  di anima mai hanno sentito parlare. Io credo che tutti quei giovani con la grande melanconia dentro, mentre sfilano con animo muto in  lunghi cortei agitando bandiere sbiadite, vorrebbero accanto il grande Maestro che li aiuti a sapere ancora di più perché molto già sanno … ma questo non sarà loro consentito. E mentre tutto ciò accade, il più grande dei potenti gioca a nascondino e fa “bu-bu settete!!! Ed a questo simpatico exploit tutti sorridono perché questo passa il convento!

Peter Pan