8 marzo: auguri a tutte le donne da parte di Peter Pan

Viva tutte le donne! proprio così, cari amici, auguri alle donne, è la loro festa e a loro tanti onori e tanti riguardi per i loro febbrili impegni, i loro sacrifici, le loro rinunce.

È la loro festa ed è giusto, quasi doveroso, festeggiarle come meritano.

È passato tanto tempo, più di un secolo da quando, l’8 marzo del 1908 le 129 operaie dell’azienda tessile “Cotton” di mister Johnson, a New York, scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Il proprietario, adirato per quella insensata iniziativa, rinchiuse nello stabilimento le donne ed appiccò il fuoco al capannone. Le poverette morirono tutte, arse dalle fiamme.

Da quel giorno, tanto tempo è trascorso e tanti progressi si sono fatti così che oggi, finalmente, le donne hanno raggiunto quel ruolo meritatissimo tanto a lungo agognato e per il quale alcune di loro hanno, eroicamente, dato la vita.

Ma loro, le poverette, continuano ad annaspare per questa meta raggiunta con tanta difficoltà poiché a quel compito naturale e fondamentale di mamma, insostituibile protagonista del più gioioso evento nella vita di una persona, la nascita di un bimbo, devono aggiungere quello altrettanto impegnativo del lavoro, molto spesso usurante e stressante, ed anche quello, non certo semplice, della moglie affettuosa e premurosa. Mi sembra proprio troppo per una sola persona.

Penso a quelle poverine che sono impegnate nella gestione della cosa pubblica, in questo vostro bel paese non sono certo molte ma per quelle poche che sono  chiamate a tanta responsabilità ed a così grande carico, la vita è veramente difficile. Pensate ad una donna ministro o sindaco o governatore che  alla mattina vorrebbe accompagnare a scuola i bambini  e preparare la cena e aiutare il figlioletto a ripassare la tabellina del nove, come fa la povera donna?  E, poi, a chi la figlia, adolescente, rivolgerà i suoi tanti perché? Con chi si confiderà, a chi racconterà i primi amori e i sogni e le illusioni? C’è sempre il papà, è vero! quando c’è! È giusto, allora, che quella donna, costretta a correre di qua e di là, da una riunione ad un congresso, da un meeting ad un comizio, debba rinunciare a parlare con i suoi figli? E, perfino ad amare il suo uomo?

Ora, provate a mettervi tutti dalla parte di questi bambini che a prima mattina vengono impacchettati e sbatacchiati frettolosamente in piccoli lager dove non esistono sentimenti né calori parentali ma soltanto giochi più o meno insulsi che accompagnano la crescita di questi orfanelli del progresso i quali assistono, ogni giorno, increduli e rassegnati, a precipitose fughe dei genitori: uno corre da una parte, l’altra si precipita dall’altra.

E a pomeriggio inoltrato i figli imboniti dalla TV, i genitori  che continuano la loro precipitosa fuga di qua e   di là,  si incontrano, forse, alla sera, felici e soddisfatti della loro bella giornata.

Che ne sarà di loro?

Comunque un affettuoso augurio a tutte le donne, che sono e rimangono, pur sempre, il fulcro della famiglia (quale?)

Peter Pan

 


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