Gli strafalcioni … poveri noi! (la voce di Peter Pann)

Mi è accaduto, occasionalmente, di leggere il messaggio di un grande (grande perché è un omone) personaggio della vostra vita pseudo-politica (ricordo che “politica” ha come radice polis = città e che, dunque, chi esercita la politica dovrebbe fare gli interessi dei cittadini). Questo messaggio scritto con una tremolante grafia, parlava di un atterragio (con una “g”, forse perché il comandante dell’aereo tentava di atterrare con estrema dolcezza?). Sempre sullo stesso biglietto il vostro bel tomo parlava di un colleggio (questa volta con due “g”  forse perché si trattava di un molto importante Istituto e quindi meritevole di almeno due, tre “g”) nei pressi di Lucerna dove avrebbe iscritto la figlia.

Qualche giorno dopo ho incontrato un buffo pittore (nel senso di imbianca muri) che aveva preso una decisione  che gli “avrebbe sicuramente giovato, in questo momento di crisi” la decisione di entrare in politica. Giusto! Che c’è di meglio per un imbianchino se non quello di darsi alla politica?!. Così il nostro Totò (questo è il nome del sagace decoratore di nobili pareti) ha comunicato la sua intenzione al segretario provinciale. Sapete che c’era scritto? … “considerando che avrei l’intensione (bisogna esprimersi con dolcezza!!) di segnarmi a XW , chiedo di farmi segnare nella lista degli elenchi essendo che sono oltre 20 anni che ho votato per voi” … Sarà sicuramente accettato, vedrete … e, magari, tra qualche anno, ve lo ritroverete assessore alla cultura! Allora? Che fare? Continuare a chinare il capo ed accettare senza fiatare che questo scempio che affligge da qualche anno la nostra società continui a dilagare oltraggiando ed offendendo le persone per bene? Si!, proprio così … non c’è niente da fare … peraltro, negli anni ’80 fu pubblicato un libricino oltremodo predittivo: “Il trionfo degli imbecilli” nel quale si paventava che la società dell’epoca si stesse avviando verso un fatale decadentismo nel quale trovava sempre più spazio la prevalenza arrogante della rozzezza e della ignoranza. E’ successo proprio quello che si temeva: la lotta alla cultura e l’esilio di uomini benpensanti e capaci, allontanati con acredine dalla cosa pubblica e messi a tacere nella tema che potessero esprimere idee contrastanti a quelle piccole cose che cervelli di poco conto si sforzavano di produrre.

E’ sempre stato un mistero mai chiarito: come mai il commercialista, l’avvocato, l’ingegnere, il medico e tutti gli altri professionisti per esercitare la loro professione siano obbligati a sottoporsi a duri tirocini e a severi esami che valutino la capacità di esercitare la professione al contrario, il politico non ha bisogno di laurea, di tirocini, di esami di abilitazione … forse che per il solo fatto di essere aspirante politicante è unto dal dio della sapienza e della scienza?

Se è così, ritiro tutte le mie osservazioni sugli errori grammaticali e sintattici di cui sopra e su ogni strafalcione che ci capita di sentire quando uno di questi parla. Scusate tutti, sono io che sbaglio… loro, i grandi … sono i privilegiati … e, dunque, ve li meritate.


Lascia un Commento