Feb 17 2009

La voce di Peter Pan (in attesa del festival …)

Ed eccovi giunti, anche quest’anno, alla grande kermesse, all’evento mediatico che, a torto o a ragione, coinvolge molti milioni di voi. La  lunga, lunghissima, estenuante tenzone canora che immancabilmente, come ogni anno, sfodera  urla, frastuoni e lamentazioni che molto poco hanno di melodiose armonie e che tuttavia, mobilita molteplici interessi, fior di soldini e, naturalmente, intrighi ed agguati a dismisura. Insomma, tutto come di norma!. Ricchi imprenditori, cantanti ormai in declino, giovani di belle speranze e di grandi illusioni, traffichini e trafficanti, fanno da squallido e miserevole sfondo all’accadimento.

Sembra quasi impossibile che in pochi giorni, soltanto quattro, si brucino milioni e milioni di euro, sembra addirittura immorale che in un tristissimo momento storico che state tutti attraversando (io, grazie a Dio, sono molto lontano, sulla mia isola-che-non-c’è), ci sia qualcuno che in una settimana riesca a guadagnare quanto mille operai guadagnano, soffrendo e rischiando a volte la vita, in un intero mese. Sembra impossibile che in questo momento di crisi che tutto questo strampalato mondo sta attraversando, si gettino in fumo migliaia di euro per addobbi floreali, luminarie, e stupidaggini varie di nessuna utilità se non quella di arricchire commercianti avidi e furbastri profittatori. Vestiti elegantissimi, gioielli preziosi, costose pellicce vengono esibiti con studiata noncuranza. Fastosi ricevimenti si susseguono in eleganti saloni di alberghi lussuosi tra luccichii accecanti e leziose sviolinate. Sembra veramente impossibile che un semplice concorso canoro, uno spettacolo, certamente mediocre sotto il profilo culturale e, se volete, anche sotto quello educativo e, perché no, sociale, possa e debba prevedere indecorosi sprechi   ed ingiustificati ed oltraggiosi insulti alla etica comune.

Non si ha alcun rispetto per quei mille operai che, sempre sotto la spada di Damocle della cassa integrazione, si rimboccano le maniche in un lavoro a volte destruente ed usurante, spesso periglioso combattendo con fierezza per la propria sopravvivenza. Non si ha alcun rispetto per le centinaia di giovani che sono costretti a tutto perfino a gesti inconsulti ed inconsueti pur di accaparrarsi un qualunque lavoro, subendo angherie e soprusi che ricordano medioevali consuetudini degne dei più retrivi comportamenti feudali. Nessun rispetto per i pensionati che si aggirano melanconici ai margini dei mercatini rionali alla ricerca di pietosi ed improbabili scarti.

Tutti questi è come non esistessero, anzi non bisogna assolutamente pensare a quei poveri disgraziati perché la festa è festa e non può essere rovinata da miseri pezzenti che a stento riescono a sbarcare il lunario. Il popolo dei lustrini, degli affaristi, dei marchettari, delle puttane e degli avventurieri non vuole impicci … e già assapora il businnes, l’affare ad ogni costo, il successo per forza… tutto il resto? che importa!  Vedrete … lì davanti a tutti, in prima fila ci sarà anche lui! Se avrà fatto i n tempo a lustrarsi ed a tingersi i capelli.

Peter Pan